Quasi sicuramente, andando ad esempio al supermercato, ti sarai imbattuto in frutta avvolta nella plastica, spesso inutilmente.

Over packaging

Se non l’hai notato, probabilmente è perché siamo così abituati alla plastica che oramai non ce ne accorgiamo nemmeno. Ma la prossima volta che vai in una grande distribuzione a fare la spesa, prova ad osservare attentamente tutti i prodotti: quanti di loro hanno un packaging eccessivo e a volte superfluo?

Chiaramente non solo la frutta è in balia di questo tipo di confezionamento. Anche le verdure sono molto spesso ricoperte di plastica. Per anni, le aziende sono state autorizzate a produrre in serie prodotti in plastica monouso e nel tempo ne hanno incoraggiato il consumo sfrenato col risultato che, oggi, stiamo ricorrendo di corsa ai ripari.

Siamo stati condizionati a pensare che i nostri prodotti debbano essere avvolti nella plastica per misure di protezione e igiene: col tempo è diventato un problema per l’ambiente facendo circolare una grande quantità di plastica monouso, generando rifiuti difficili da riutilizzare e raccogliere.

In questo scenario, è comune vedere vassoi di polistirolo circondati da plastica con all’interno frutta o verdura. Tra le strategie per ridurre questo fenomeno, conosciuto come Over-Packaging, c’è il miglioramento delle condizioni di conservazione e il confezionamento alimentare senza sprechi.

over packaging

Perché l’Over-packaging è dannoso

L’Over-packaging è dannoso perché produce molti rifiuti che avrebbero potuto essere evitati. Oggi, grazie alle enormi campagne di sensibilizzazione in tema riciclo ed eco-sostenibilità, l’Over-packaging è visto in maniera negativa dal consumatore e ciò colpisce direttamente l’immagine del marchio. Al contrario, l’utilizzo di un imballaggio nella maniera corretta garantisce all’azienda un’immagine di piena fiducia.

Questo dimostra il grande peso che la responsabilità nei confronti dell’ambiente comporta. L’esperienza del cliente al momento dell’acquisto è fondamentale per potersi fidare nuovamente di quel prodotto.

Scegliere un buon packaging migliora l’esperienza del cliente

Il fattore più importante nella scelta del materiale di imballaggio più idoneo è una buona conoscenza del prodotto, nonché del suo ciclo di distribuzione e lo stoccaggio a cui sarà esposto.

In questo senso, si prevede un cambiamento nei comportamenti di acquisto dei consumatori, che considerano la plastica il principale responsabile della crescente quantità di rifiuti sul pianeta, quando in realtà questo materiale è riciclabile al 100%.

Il vero problema è la gestione errata dell’uomo di questo materiale. L’attuale modello di produzione e gestione di beni, risorse e servizi cerca di valorizzarne il consumo nel breve termine, ed è questo che genera tanti rifiuti. Tuttavia, sempre più persone rifiutano il vecchio discorso secondo cui le plastiche usa e getta sono inevitabili e sono consapevoli che il riciclaggio non è una panacea per l’inquinamento da plastica.

I supermercati devono guidare questo cambiamento e iniziare a offrire prodotti sfusi, alternative alla plastica o selezionare prodotti che abbiano un imballaggio per così dire “a norma”. In caso contrario, questi rifiuti superflui continueranno a raggiungere l’ambiente in quantità enormi, colpendo sia la fauna che l’uomo.

Cambi legislativi, una speranza?

Nel gennaio del 2017, la Commissione Europea ha pubblicato una nuova strategia per limitare l’impatto della plastica sull’ambiente, con l’obiettivo che tutti gli imballaggi di plastica prodotti nell’Unione Europea nel 2030 siano progettati in modo che possano essere riciclati o riutilizzati. Inoltre, nello stesso anno, tutte le attività commerciali sono costrette a far pagare i sacchetti di plastica, per scoraggiarne il consumo.

Sono misure positive, ma insufficienti. Serve un corretto uso dell’imballaggio e soprattutto una visione a lungo termine dell’uomo sul tema rifiuti e riciclaggio.