La plastica è un materiale molto presente nella vita di tutti i giorni ma da diversi anni sta generando qualche polemica per i suoi controversi effetti sull’ambiente.

Plastica e Alimenti

Non a caso la plastica negli ultimi mesi è stata al centro dell’attenzione delle autorità di diversi paesi europei. Col passare del tempo sono state prese numerose decisioni in merito: ad esempio, si è deciso di vietare il bisfenolo A nella produzione di plastica, soprattutto quella riservata agli alimenti.

plastica e alimenti

Plastica per alimenti, c’è un problema?

Di per sé, non è un problema poiché le molecole polimeriche da cui è composta sono troppo grandi per “passare” dal confezionamento al cibo.

Nonostante tutto in passato è stato individuato un possibile problema principalmente nella eventuale presenza di due sostanze: il bisfenolo A (che si aggiunge per fare una plastica più dura e trasparente) e gli ftalati (che si aggiungono per fare una plastica morbida e flessibile).

È stata stabilita una dose giornaliera tollerabile (TDI) di 0,05 mg/kg/giorno per queste sostanze. Nel 2008, un altro studio ha esaminato le diverse capacità di bambini e adulti di eliminarlo dal corpo e ha confermato che l’esposizione umana era inferiore alla TDI stabilita due anni prima.

Nel 2012, invece, è stato abbassato a 0,04 mg/kg/giorno.

Tuttavia, sebbene questi composti potrebbero essere pericolosi ad alti livelli di esposizione c’è un crescente impegno scientifico nell’abbassare ogni volta questi livelli e, logicamente, le diverse aziende stanno correndo ai ripari con plastiche e confezioni sempre più idonee alla salute del consumatore e al bene ambientale.

Quali plastiche sono sicure e quali evitare?

Ogni contenitore o bottiglia di plastica ha un simbolo di riciclaggio su di esso. Il simbolo è un numero che va da 1 a 7, all’interno di un triangolo. Attualmente offrono ottime informazioni sulle sostanze chimiche utilizzate nel materiale plastico. Conoscere il significato dei numeri è fondamentale perché hanno un impatto diretto sulla salute e sull’ambiente.

Numero 1

Il numero 1 all’interno del triangolo rappresenta che la plastica è realizzata in polietilene tereftalato (PETE o PET) utilizzato per realizzare bottiglie di succhi, acqua o altre bevande, collutori, bevande sportive, ecc.

Questa plastica è sicura solo per uso singolo e non deve mai essere riscaldata. La plastica n. 1 viene riciclata in borse, mobili, tappeti, rivestimenti, fibre….

Numero 2

Il numero 2 nel triangolo indica che il contenitore è realizzato in HDPE o polietilene ad alta densità. Questa plastica è una delle 3 plastiche considerate sicure e ha un basso rischio di perdite. I suoi usi comuni sono: cartoni del latte, contenitori per detergenti per la casa, bottiglie per succhi di frutta, bottiglie per shampoo, fodere per scatole di cereali, bottiglie per detersivi, bottiglie per olio motore, vaschette per yogurt e vaschette per burro.

La plastica 2 viene riciclata in penne, bidoni per il riciclaggio, tavoli da picnic, legname, panchine, recinzioni e bottiglie di detersivo, solo per citarne alcuni.

Numero 3

Se vedi il numero 3 all’interno del triangolo, meglio stare alla larga. Queste plastiche sono realizzate in V o PVC (vinile). Effetti: Contiene DEHA o dietilidrossilammina che possono essere pericolosi in caso di esposizione a lungo termine. Uso comune: involucri per alimenti, tubi idraulici e flaconi di detersivo. Il PVC può essere rigido o flessibile e si trova in sacchetti per biancheria da letto, giocattoli di plastica…

Riciclaggio: questa plastica viene riciclata per rivestimenti stradali, pavimenti, coperture e grondaie.

Numero 4

Puoi riutilizzare la plastica se ha il numero 4 all’interno del triangolo. Sono realizzati in LPDE (polietilene a bassa densità). Sono usati come borse riutilizzabili soprattutto per lo shopping. Questa plastica resistente, flessibile e trasparente può essere trovata in bottiglie da spremere, sacchetti della spesa, sacchetti per la pulizia a secco, borse della spesa, vestiti, moquette, alimenti surgelati, sacchetti per il pane e alcuni involucri per alimenti, ecc.

Dopo il riciclaggio, può essere riutilizzata nei contenitori e bidoni, buste, pannelli, tubi o piastrelle.

Numero 5

Il numero 5 nel triangolo è il più sicuro. Sono realizzati in PP (polipropilene). Lo troverai in coppe gelato, cannucce e bottiglie di sciroppo ad esempio. Uso comune: Contenitori per yogurt, bottiglie per ketchup, bottiglie per sciroppi e bottiglie per medicinali, ecc.

Raccolta differenziata: Il polipropilene viene riciclato in scope, scatole di batterie per auto, bidoni, pallet, luci di segnalazione, raschietti per il ghiaccio e rastrelliere per biciclette.

Numero 6 e Numero 7

06 Ps

È la sigla che indica il polistirene (o polistirolo) che forma il materiale leggero che di solito è usato negli imballaggi o che è impiegato per la realizzazione, per esempio, dei comuni bicchieri o piatti di plastica monouso.

07 Altro

In quest’ultima categoria sono contenuti tutti gli altri tipi di plastica, non elencati in precedenza. Sotto al numero 7 rientrano anche i prodotti realizzati con la combinazione di più elementi, come per esempio una vaschetta che abbia uno strato esterno di un materiale e uno interno di un altro.

Perché utilizzare imballaggi in plastica?

Soprattutto, le materie plastiche vengono utilizzate per la combinazione unica di vantaggi che offrono ovvero:

Durabilità

Le lunghe catene polimeriche che costituiscono la materia prima plastica ne rendono straordinariamente difficile la rottura.

Sicurezza

Gli imballaggi in plastica sono infrangibili e non si frammentano in frammenti pericolosi quando cadono.

Igiene

Gli imballaggi in plastica sono ideali per il confezionamento di alimenti, medicinali e prodotti farmaceutici. Può essere riempito e sigillato senza intervento umano. I materiali utilizzati, sia materie prime plastiche che additivi, soddisfano tutte le normative sulla sicurezza alimentare a livello nazionale e dell’Unione Europea. I prodotti in plastica sono abitualmente utilizzati come dispositivi medici a intimo contatto con i tessuti del corpo e sono conformi ai più elevati standard di sicurezza nei loro usi salvavita.

Sicurezza

Gli imballaggi in plastica possono essere prodotti e utilizzati con chiusure a prova di manomissione e a prova di bambino. La trasparenza della confezione consente agli utenti di esaminare lo stato della merce prima dell’acquisto.

Peso leggero

Gli articoli da imballaggio in plastica hanno un peso ridotto ma sono molto resistenti. Quindi i prodotti confezionati in plastica sono facili da sollevare e maneggiare dai consumatori o dal personale del negozio.

Libertà di progettazione

Le proprietà dei materiali combinate con la gamma di tecnologie di lavorazione impiegate nel settore, che vanno dall’iniezione e dal soffiaggio alla termoformatura, consentono la produzione di un numero infinito di forme e configurazioni di confezioni. Inoltre, l’ampia gamma di possibilità di colorazione e la facilità di stampa e decorazione facilitano l’identificazione del marchio e le informazioni per il consumatore.

Altri vantaggi e conclusioni

La plastica può essere modellata per adattarsi a quasi tutto. Con il cibo, le forme sono praticamente infinite. Ecco perché la plastica è un materiale di imballaggio molto valido rispetto ad esempio a vetro e cartone. La plastica è molto facile da lavorare e ciò porta anche a una migliore accessibilità per tutti coloro che sono coinvolti nella transazione: il trasporto e lo stoccaggio sono più semplici.

La plastica è facile da spostare da un luogo all’altro, è facile da impilare, occupa poco spazio ed è generalmente difficile da rompere.

Riciclare è più facile

Si avete letto bene, riciclare è più facile. Una delle maggiori preoccupazioni sull’uso di imballaggi in plastica è lo smaltimento dei prodotti. Molti testi, soprattutto online, contro gli imballaggi in plastica citano quanta plastica finisce nelle nostre discariche o negli oceani.

Tuttavia, la realtà è che ci vuole meno energia per riciclare la plastica rispetto a riciclare carta o vetro. Il problema risiede nella nostra mancanza di attenzione alle iniziative di riciclaggio, non alla plastica stessa.